Ombre come discontinuità di luce

Una meravigliosa statua in una giornata soleggiata riflette la luce del sole. Le sue superfici levigate con cura incontrano i raggi e il marmo bianco lo riflette. Come una piccola luna in terra emette luce ma non solo propria. Noi come la statua, come la luna. Per natura composti da luce, la riconosciamo e la emettiamo a nostra volta come rimbalzo e riconoscimento di quella del sole.

Chi è quel personaggio? Magari un cavaliere? Mi avvicino e noto i dettagli. La bravura dell’artista si vede dalle proporzioni interiorizzate e stravolte per creare l’opera. Un viso angelico, un particolare sorriso, che tende da un lato, occhi profondi. Geometrie proporzionate che si deformano per dare forma. Il suo volto parla, il suo corpo parla, non con parole. In piedi, ogni muscolo è attivo ma non teso, ogni movimento presente in potenza dona slancio ma anche fermezza nella volontà e nell’intento. Il cavaliere non sa dove sta andando ma sa metterci il coraggio e la responsabilità della sua volontà. Prendersi la responsabilità della propria volontà significa essere leggeri, armoniosi e forti.

Parole parole parole. La statua non parla. Né con parole né con il corpo marmoreo.

Dichiara il suo intento con le sfumature. Anche nel più omogeneo chiarore di marmo niente è bianco o nero. Le sfumature accendono la volontà di essere e la fanno apparire agli occhi ciechi di chi guarda.

L’ombra crea profondità e vita. Solo ombra crea morte. Intreccio discontinuo, regolato da frequenze magiche alternano luce e ombra per agganciare guizzi di intuito di chi guarda come canale di luce. Così da riuscire a entrare nel canale e vibrare come la sacra geometria che ha davanti. L’ombra rende la luce degna di stare un posizione di luce. L’ombra attribuisce il significato e scandisce l’inizio di ogni atto coraggioso. É nel caos completo dell’ombra, dove schema o controllo razionale non possono essere concepiti, che emergere la volontà di creare.

Se l’intento è puro tale da aver impregnato ogni particella di caos dell’ombra questo comincia a saltellare e muoversi come lava fresca da un vulcano attivo. Zampilla da ogni lato finché non trova il modo di fare il salto quantico che gli fa attraversare la discontinuità con la luce e viene al mondo, nella luce. Nella luce la volontà si manifesta quindi come scintilla inconfondibile dell’ombra. Non solo. Rende la statua brillante di luce propria.

Ribalzo di luce del sole come riconoscimento della natura della luce presente dentro la propria ombra e nel sole. Riconoscendosi si uniscono in una danza celebrativa. Rimbalzo come processo attivo di guizzo di caos nella luce. Senza ombra nessuna luce sarebbe possibile, nessuna storia raccontabile, nessun tratto ammirabile. Lo scultore lavora su proporzioni sfigurate di ombre per far venire alla luce la sua volontà e la volontà della statua. La potenza creatrice del caos supera la discontinuità perché non c’è altro che possa fare. Più l’arte dello scolpire ombre é affinata più la scintilla sarà brillante, visibile nel suo intento e direzione.

L’impeccabile é la coerenza caotica di ogni dettaglio nel suo intento.

.ab

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.